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venerdì, 15 giugno 2007
In questi giorni sono molto preso da due progetti.
Il primo è un articolo che sto faticosamente scrivendo sul cambio di clima d'opinione negli ultimi giorni prima del voto del 2006 e che mi ha riportato su un pò di vecchie cose di psicologia sociale e su una serie di nuove - interessantissime - di psicologia della personalità.
Non so cosa ne verrà fuori, anche perchè c'è un altro progetto - mooolto più interessante - che sto pianificando con lei e dove in qualche modo c'entrano loro.
Ma su questo voglio tenere il più assoluto riserbo...l'unica cosa che vi prometto è che ne vedrete delle belle!
In questi giorni sono molto preso da due progetti.
Il primo è un articolo che sto faticosamente scrivendo sul cambio di clima d'opinione negli ultimi giorni prima del voto del 2006 e che mi ha riportato su un pò di vecchie cose di psicologia sociale e su una serie di nuove - interessantissime - di psicologia della personalità.
Non so cosa ne verrà fuori, anche perchè c'è un altro progetto - mooolto più interessante - che sto pianificando con lei e dove in qualche modo c'entrano loro.
Ma su questo voglio tenere il più assoluto riserbo...l'unica cosa che vi prometto è che ne vedrete delle belle!
In questi giorni sono molto preso da due progetti.
Il primo è un articolo che sto faticosamente scrivendo sul cambio di clima d'opinione negli ultimi giorni prima del voto del 2006 e che mi ha riportato su un pò di vecchie cose di psicologia sociale e su una serie di nuove - interessantissime - di psicologia della personalità.
Non so cosa ne verrà fuori, anche perchè c'è un altro progetto - mooolto più interessante - che sto pianificando con lei e dove in qualche modo c'entrano loro.
Ma su questo voglio tenere il più assoluto riserbo...l'unica cosa che vi prometto è che ne vedrete delle belle!
domenica, 10 giugno 2007
Di principio non c’è nulla di nuovo, è il solito schema secondo cui chi occupa lo spazio più a sinistra gioca a far emergere contraddizioni nel vicino politico, con l’obiettivo di rubacchiare pezzi di mercato elettorale.
Rifondazione l’ha fatto per anni coi Ds, in tempi recenti un po’ se le sono date coi Comunisti Italiani, ma senza capire chi fosse tra i due più a sinistra.
Adesso Rifondazione, anche se sarebbe più corretto dire Bertinotti e i suoi sono sotto il tiro dei movimenti.
Nulla di nuovo, nulla di cui stupirsi come dicevamo.
Solo che generalmente i soggetti sotto tiro riescono a reggere l’urto, giocando su una qualche ambiguità e facendo forza sulla propria organizzazione che territorialmente riesce a contenere e far rientrare i dubbiosi.
Ieri questo schema è completamente saltato e non per merito dei movimenti, quanto perché il partito – cioè le persone che vi fanno parte – hanno serenamente e senza troppo rumore mandato a quel paese i loro quadri dirigenti.
Certo, i numeri delle manifestazioni vanno sempre presi con cautela. Però qualcosa dovrà dire quando si mostrano così impietosi: da una parte un corteo di 40mila persone, a voler rimanere stretti, dall’altro un sit-in grande quanto un’assemblea d’istituto.
E tra i 40mila gli striscioni e le bandiere dei Giovani Comunisti, della Sinistra Critica, dell’area dell’Ernesto e i volti più o meno noti dei quadri intermedi di Rifondazione.
Se non è questa una sfiducia che cos’è?
Allora, io credo di conoscere Rifondazione. So come ragionano i suoi militanti. Sono carne della mia carne avendo vissuto tutta l’adolescenza all’interno di quel partito. E voglio bene a molti di loro anche se adesso delle loro cose condivido una piccolissima parte.
So quanta fatica e sofferenza, quanto dibattito ci sia stato nelle sezioni sul dove andare ieri. E so quanto malessere – non del tutto condivisibile – abbiano accumulato verso questo governo.
E, sottotraccia, c’è una grande disillusione anche nei confronti di Bertinotti. Lo scrissi in un post a inizio anni: nel partito il fatto che Fausto sia diventato presidente della Camera è stato percepito come un abbandono.
La prima materializzazione di questa disillusione si manifestò quando Bertinotti venne contestato alla Sapienza. In quel momento si ruppe un argine che riusciva a tenere tutto dentro e a compiere una più o meno felice sintesi tra tutte le sensibilità.
Solo quell’argine si è rotto proprio nel punto dove si incollava politica e antipolitica e la seconda ha travolto la prima.
Un’antipolitica da sinistra e forse più antipatica delle altre. Perché impregnata di paradigmi pseudoideologici e per questo capziosa, tendente alla sanzione moralizzante verso il mondo e le sue cose.
Insomma, c’è e sempre ci sarà un pezzo non grande ma neppure insignificante della sinistra antropologicamente avulso a qualunque cultura di governo.
Gongolerà Casini? Ne ha tutte le ragioni per farlo, ahimé.
Qualcosa sugli scontri, visto che ancora una volta mi ci sono trovato mio malgrado.
(e non è stato bello risentire dopo anni quella particolare adrenalina che ti fa tremare le gambe mentre corri all’indietro). La polizia è stata ineccepibile. Hanno contenuto con intelligenza senza cadere nella provocazione di quegli imbecilli. Lo schema degli autonomi era semplice. Infiltrarsi lateralmente nei pressi di Piazza Navona. Colpire, confondersi con la folla affinché la reazione colpisse proprio lì. Belli stronzi.
Con un perfetto equilibrismo la polizia ha creato varchi di fuga temporanei che poi si richiudevano per evitare che il varco portasse a un concentramento e a uno scontro altrove.
Sono stati bravi, devo ripeterlo e per una volta mi sono sentito protetto.
Ho letto che alcuni manifestanti si sono messi davanti le forze dell’ordine per impedire il lancio di oggetti. E che Heidi Giuliani è stata aggredita da questi famigerati autonomi mentre cercava di fermarli. Cosicché alla fine quei 100 sono rimasti isolati.
Che non si tratti di una sinistra con una cultura di governo lo abbiamo già detto, ma che abbia una cultura pacifica, visti i tempi che corriamo, non è un dato da sottovalutare.
Di principio non c’è nulla di nuovo, è il solito schema secondo cui chi occupa lo spazio più a sinistra gioca a far emergere contraddizioni nel vicino politico, con l’obiettivo di rubacchiare pezzi di mercato elettorale.
Rifondazione l’ha fatto per anni coi Ds, in tempi recenti un po’ se le sono date coi Comunisti Italiani, ma senza capire chi fosse tra i due più a sinistra.
Adesso Rifondazione, anche se sarebbe più corretto dire Bertinotti e i suoi sono sotto il tiro dei movimenti.
Nulla di nuovo, nulla di cui stupirsi come dicevamo.
Solo che generalmente i soggetti sotto tiro riescono a reggere l’urto, giocando su una qualche ambiguità e facendo forza sulla propria organizzazione che territorialmente riesce a contenere e far rientrare i dubbiosi.
Ieri questo schema è completamente saltato e non per merito dei movimenti, quanto perché il partito – cioè le persone che vi fanno parte – hanno serenamente e senza troppo rumore mandato a quel paese i loro quadri dirigenti.
Certo, i numeri delle manifestazioni vanno sempre presi con cautela. Però qualcosa dovrà dire quando si mostrano così impietosi: da una parte un corteo di 40mila persone, a voler rimanere stretti, dall’altro un sit-in grande quanto un’assemblea d’istituto.
E tra i 40mila gli striscioni e le bandiere dei Giovani Comunisti, della Sinistra Critica, dell’area dell’Ernesto e i volti più o meno noti dei quadri intermedi di Rifondazione.
Se non è questa una sfiducia che cos’è?
Allora, io credo di conoscere Rifondazione. So come ragionano i suoi militanti. Sono carne della mia carne avendo vissuto tutta l’adolescenza all’interno di quel partito. E voglio bene a molti di loro anche se adesso delle loro cose condivido una piccolissima parte.
So quanta fatica e sofferenza, quanto dibattito ci sia stato nelle sezioni sul dove andare ieri. E so quanto malessere – non del tutto condivisibile – abbiano accumulato verso questo governo.
E, sottotraccia, c’è una grande disillusione anche nei confronti di Bertinotti. Lo scrissi in un post a inizio anni: nel partito il fatto che Fausto sia diventato presidente della Camera è stato percepito come un abbandono.
La prima materializzazione di questa disillusione si manifestò quando Bertinotti venne contestato alla Sapienza. In quel momento si ruppe un argine che riusciva a tenere tutto dentro e a compiere una più o meno felice sintesi tra tutte le sensibilità.
Solo quell’argine si è rotto proprio nel punto dove si incollava politica e antipolitica e la seconda ha travolto la prima.
Un’antipolitica da sinistra e forse più antipatica delle altre. Perché impregnata di paradigmi pseudoideologici e per questo capziosa, tendente alla sanzione moralizzante verso il mondo e le sue cose.
Insomma, c’è e sempre ci sarà un pezzo non grande ma neppure insignificante della sinistra antropologicamente avulso a qualunque cultura di governo.
Gongolerà Casini? Ne ha tutte le ragioni per farlo, ahimé.
Qualcosa sugli scontri, visto che ancora una volta mi ci sono trovato mio malgrado.
(e non è stato bello risentire dopo anni quella particolare adrenalina che ti fa tremare le gambe mentre corri all’indietro). La polizia è stata ineccepibile. Hanno contenuto con intelligenza senza cadere nella provocazione di quegli imbecilli. Lo schema degli autonomi era semplice. Infiltrarsi lateralmente nei pressi di Piazza Navona. Colpire, confondersi con la folla affinché la reazione colpisse proprio lì. Belli stronzi.
Con un perfetto equilibrismo la polizia ha creato varchi di fuga temporanei che poi si richiudevano per evitare che il varco portasse a un concentramento e a uno scontro altrove.
Sono stati bravi, devo ripeterlo e per una volta mi sono sentito protetto.
Ho letto che alcuni manifestanti si sono messi davanti le forze dell’ordine per impedire il lancio di oggetti. E che Heidi Giuliani è stata aggredita da questi famigerati autonomi mentre cercava di fermarli. Cosicché alla fine quei 100 sono rimasti isolati.
Che non si tratti di una sinistra con una cultura di governo lo abbiamo già detto, ma che abbia una cultura pacifica, visti i tempi che corriamo, non è un dato da sottovalutare.
martedì, 09 maggio 2006
Certo che se non scrivo io su questo blog, puo' andare in malora...
Ascoltate, mi solleticava l'idea di un week-end romano verso la fine di Giugno. Un meeting balordo. Che ne pensate?
giovedì, 04 maggio 2006
ahuu
domenica, 30 aprile 2006
Ue' !
martedì, 25 aprile 2006
Buon 25 Aprile!
martedì, 11 aprile 2006
Mamma mia!
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